Il Sismabonus è una detrazione fiscale prevista per gli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico, sia per immobili residenziali che produttivi.
Di seguito si riportano alcuni dei lavori ammessi a titolo esemplificativo:
- interventi sulle coperture orizzontali;
- interventi sulle strutture verticali;
- prestazioni professionali necessarie per lo svolgimento dei lavori;
- acquisto dei materiali;
- demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico;
- perizie, sopralluoghi e altri documenti necessari;
- imposte da bollo e IVA.
Infine ricordiamo che la Legge di Bilancio 2023 ha previsto anche per quest’anno la proroga del Sismabonus fino al 31 dicembre 2024.
Ma vediamo meglio qui sotto come funziona e come è possibile accedere a questa agevolazione.
COME FUNZIONA IL SISMABONUS 2023
Il Sismabonus, essendo una agevolazione fiscale, consente di ottenere una detrazione IRPEF o IRES per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2024. La detrazione viene ripartita in cinque quote annuali dello stesso importo e viene calcolata su un importo massimo di 96.000 euro.
La detrazione fiscale che si può ottenere varia a seconda della classe antisismica che si ottiene successivamente all’intervento.
La classi di rischio sismico sono 8 e vanno da A+ fino a G. Dove A+ indica tutti gli edifici con rischio più basso mentre G tutti quelli con rischio più alto.
Di seguito una tabella riassuntiva con le detrazioni fiscali che è possibile ottenere per le unità immobiliari grazie al Sismabonus:
| % Detrazione | Miglioramento classe di rischio |
| 50% | Nessun miglioramento della classe antisismica |
| 70% | Miglioramento di una classe di rischio |
| 80% | Miglioramento di due classi di rischio |
Il Sismabonus diventa poi più vantaggioso se i lavori riguardano l’intero condominio, in quanto le percentuali di detrazione salgono del 5% sia in caso di miglioramento di una che di due classi di rischio.
Infine per beneficiare della detrazione, è fondamentale che il pagamento dei lavori sia tracciabile, tramite bonifico bancario o postale parlante. Infatti è necessario che al loro interno siano presenti:
- Codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento;
- La seguente causale: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917 del 1986”.
SUPERSISMABONUS
Il Supersismabonus è una tipologia speciale di Sismabonus che viene applicata soltanto agli edifici e ai condomini. Quest’ultimo è una combinazione tra il Sismabonus e il Superbonus e riguarda gli interventi antisismici svolti insieme a lavori trainanti previsti dal Superbonus. In questo caso inoltre si può ottenere l’aliquota maggiore anche senza un miglioramento delle classi di rischio sismico dell’edificio.
Fino al 2022 la detrazione fiscale prevista per il Supersismabonus era la massima (110%) mentre dal 2023 è scesa al 90%.
SUPERBONUS 110% RAFFORZATO
Questa ultima versione del Sismabonus riguarda solo le aree colpite da eventi sismici dopo il 2008 e in particolare tutti quegli immobili che hanno riportato un danno a causa del terremoto. Qusto nesso di causalità deve essere testimoniato mediante scheda AeDES con esito di agibilità corrispondente ad A,D o F.
Inoltre ricordiamo che la detrazione fiscale al 110% non può essere richiesta se si è già usufruito o si desidera usufruire del contributo previsto per la ricostruzione o riparazione degli immobili danneggiati dal sisma. Peranto se si preferisce optare per il Superbonus 110% rafforzato si deve inviare una PEC con una dichiarazione di rinuncia agli altri contributi.
REQUISITI E DOCUMENTI NECESSARI
Infine ricordiamo che dal 2022 è richiesto anche il visto di conformità. Questo documento può essere redatto da un commercialista o da un ufficio competente e testimonia il rispetto da parte del contribuente dei requisiti necessari per usufruire dell’agevolazione. Tuttavia non è richiesto per interventi di edilizia libera o per lavori al di sotto dei 10.000 euro.
Inoltre è importante avere e conservare, in caso di una ispezione, i documenti che riportiamo qui sotto:
- Notifica preliminare dell’ASL in cui si evince la data di inizio dei lavori;
- Abilitazioni amministrative per l’intervento da effettuare o una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio;
- Autocertificazione con la somma delle spese sostenute che non devono superare il massimo consentito;
- Copia della valutazione della classe di rischio dell’edificio ante e post intervento;
- Fatture e ricevute fiscali delle spese sostenute;
- Ricevute dei bonifici bancari o postali effettuati
Come ti sarà probabilmente già chiaro avendo letto questo articolo, la procedura di richiesta e ottenimento di queste agevolazioni non è semplice e richiede molta attenzione in tutte le sue fasi. Per questo se ti serve consulenza a riguardo puoi contattarci senza impegno!


